Domenica, Maggio 20, 2012
   
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Casa Rossa


La Casa Rossa è nata …qualcuno ha detto “per caso”, io direi piuttosto come nasce un fiore, come nascono le canzoni della Bea. Io e Don Augusto abbiamo gettato dei semi, abbiamo protetto la piantina, l’abbiamo coltivata, sapevamo, almeno io ne ero certo, che sarebbe fiorita ma quando il fiore è sbocciato, siamo rimasti entrambi sorpresi, stupiti e grati, per la bellezza di quello che stava accadendo sotto i nostri occhi.
I semi che abbiamo gettato sono gli insegnamenti di tre giganti dell’educazione cattolica: Don Bosco, Don Giussani e Don Milani. Il primo ci ha insegnato l’importanza dei campeggi, della convivenza quotidiana e del dialogo personale tra ragazzi ed educatori,l’utilità della lode e della valorizzazione delle capacità personali, l’inutilità del rimprovero. Da lui abbiamo imparato la preghiera delle 17.15, la necessità del Rosario, il valore della Confessione e della Comunione. Don Giussani ci ha insegnato la modalità dell’Incontro.
Così, infatti, si chiama l’appuntamento settimanale per i ragazzi della “Casa”. Come i “raggi” e “le scuole di comunità” che il prete di Desio ha diffuso in tutto il mondo, l’Incontro parte da argomenti riguardanti la vita, in modo da rendere più facile la comunicazione di se stessi e la condivisione dei bisogni degli altri. E’ una scuola nella quale, attraverso la lettura di un testo, si è invitati ad un paragone con la propria esperienza, per formare una più chiara coscienza dell’avvenimento cristiano e illuminare la vita. Gli incontri sono liberi e aperti a tutti. Sempre da Giussani abbiamo imparato l’importanza della presenza nella scuola, nell’università, nell’ambiente di lavoro, là cioè dove si gioca la concretezza della vita quotidiana. Della scuola di Don Milani, abbiamo preso l’organizzazione.
Alla Casa, i ragazzi più grandi collaborano con gli adulti nell’educazione dei più piccoli, li aiutano nei compiti, li consigliano, guidano le discussioni nei gruppetti, gestiscono l’organizzazione quotidiana e gli orari di chiusura e di apertura della Casa. Dal Priore di Barbina abbiamo imparato a mettere le qualità personali al servizio del gruppo, a concepirci parte di una comunità dentro la quale affrontare i bisogni della vita, quelli spirituali come quelli materiali. Un’unità concreta e visibile agli occhi di tutti.
La Casa Rossa è una realtà in evoluzione, che si fa compagnia all’uomo nelle fasi della vita. Ieri oratorio, doposcuola, punto di aggregazione;oggi, accanto a questo, un luogo dove crescere nella Fede e nelle responsabilità parrocchiali, un punto di incontro per gli universitari, un aiuto concreto per chi lavora o è disoccupato. Domani …..quello che la condivisione della vita ci farà sentire come urgente.
Il significato della Casa Rossa è tutto racchiuso in questa frase: un’amicizia guidata al Destino di felicità promesso da Gesù ! Un’amicizia profonda tra adulti ( sacerdote, animatori) e ragazzi, in un rapporto di paternità che è fatto di rispetto e affetto sincero, perché, come diceva Don Milani, “la gente non crede a chi non ama”. E questo forse, a ben guardare, è il segreto della Casa Rossa.

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