Martedì, Febbraio 07, 2012
   
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Leggere i contesti

Si è svolto nei giorni 4-5-6 marzo 2010, presso l'Istituto degli Innocenti di Firenze, il 2° Campo di Filigrane che ancora una volta ha dato voce al lavoro delle politiche giovanili, entrando nel dettaglio del fare comunicazione e contraddistinguendone i meccanismi.

Insieme ai giovani toscani aderenti al progetto "Filigrane 2009", la nostra redazione ha partecipato alla plenaria della prima giornata, nella quale sono intervenuti:

  • Luca Puccetti: referente dell'Osservatorio Sociale della Regione Toscana
  • Carlo Andorlini: Coordinatore per il CNV di "Filigrane- sistema delle politiche giovanili della Regione Toscana";
  • Lucia Nencioni: responsabile ufficio stampa e web dell'Istituto degli Innocenti di Firenze.

I tre ospiti ci hanno introdotto e preparato ai laboratori del secondo e del terzo giorno spiegando in ciascuno dei loro interventi l'importanza del comunicare, come doversi rapportare coi media e riportando la loro esperienza diretta da professionisti.

Il primo intervento è stato intitolato "Il sociale che legge il sociale. Come l'osservatorio sociale della Regione Toscana aiuta a comprendere il contesto delle politiche".
Luca Puccetti ha spiegato cosa sia un Osservatorio Sociale: è un laboratorio-osservatorio dove si studiano e si valutano le informazioni per una corretta comunicazione e che si avvale, nella sua ricerca, di supporti tecnici-scientifici (per esempio si può avvelere dei laboratori dell'Università e delle Istituzioni sociali).

Alcune aree di intervento dell'Osservatorio Sociale della Regione Toscana sono state, per esempio, quelle riguardanti le violenze sulle donne o gli anziani.

I temi specifici vengono trattati con un’azione chiamata “valorizzazione delle informazioni”.
In cosa consiste?
Innanzitutto vengono analizzate e censite le strutture che si occupano del “tema specifico” e ne viene fatta una mappa georeferenziale (ad esempio per ogni Provincia è stata stilata una lista di centri antiviolenza); si deve poi valutare  il flusso di dati, basandosi soprattutto su quelli amministrativi, e infine trovare materiale sempre relativo al mondo sociale anche sul web.
Solo dopo l‘individuazione, l’analisi e la lettura di queste informazioni  emerge uno studio dettagliato e corretto, che spesso può sovvertire l’idea generale.
Ad esempio, sempre riferendosi alla violenza sulle donne, solitamente si pensa alla violenza subita per strada da uno sconosciuto (e solitamente clandestino).
Invece lo studio portato avanti dall’Osservatorio Sociale ha rilevato che le violenze subite sono molteplici, da quella fisica a quelle economica e psicologica, e che il molestatore è spesso ben conosciuto e moltissime volte all’interno delle mura domestiche.
Si tratta di uno sconosciuto solo dall'1 al 2 % dei casi generali.

Ecco quindi come una segnalazione possa essere molto diversa dall’idea generale che la gente può avere e quanto l’informazione corretta sia davvero importante, prima del fare comunicazione.

Carlo Andorlini ha evidenziato la parola "connessioni" partendo proprio dal tema di Filigrane "Giovani connessioni di comunità".
E' necessario che la comunicazione sociale avvenga con la voce dei ragazzi e con la loro forza, ma le buone idee giovani devono nascere per un'idea generale. Bisogna cercare di mettere insieme le esperienze (ad esempio con i campi di lavoro) e creare una via comune da portare nei territori. Serve un linguaggio comune che avvicini tutte le Province.

Ed è proprio al territorio che Filigrane mira.
L'ultima idea per porre i giovani ancor più al centro del percorso è Tour Filigrane, che con il suo camper ha lo scopo di conoscere i loro progetti direttamente nelle loro città.

L'ultimo intervento, quello di Lucia Nencioni, ha testimoniato alcune iniziative per educare all'uso dei media sia i bambini che i ragazzi.

Non è un caso che il II Campo di Filigrane si sia svolto presso il palazzo fiorentino.
L'Istituto degli Innocenti è la più antica istituzione pubblica italiana (fu voluta dalla Repubblica Fiorentina nel XV secolo) che si dedica all'accoglienza, alla tutela e all'educazione dei fanciulli.
Dal 2001 l'Istituto ha deciso di intraprendere un nuovo percorso occupandosi - tra le altre cose- proprio del rapporto tra i media e i ragazzi, rivelando l'importanza che esso riveste nella crescita delle nuove generazioni.

In Italia l'informazione è dettata da un'enfatizzazione negativa. L'obiettivo del progetto dell'Istituto degli Innocenti ha voluto sviluppare un'attività di giornalismo più reale: i problemi ci sono, ma il racconto corale che ne viene fuori è diverso da quello che ne danno i ragazzi.
Punto fondamentale diventa quindi quello di smontare questo tipo di narrazione e creare invece una "normalità" per i giovani: dare una risposta di positività. Questo approccio purtroppo non è aiutato nè dai media nè funziona coinvolgendo direttamente i giornalisti. L'idea dell'Istituto è stata quella di creare azioni dirette coi protagonisti interessati, cioè i ragazzi. Da questa idea sono nati dei progetti che hanno coinvolto alcuni licei fiorentini e nei quali i giovani si sono rivelati parte attiva. Riunendosi una volta a settimana, svolgendo attività, incontri e dibattiti con i giornalisti (ad esempio è stata intervistata Laura Montanari di "Repubblica"), si sono confrontati, hanno imparato e hanno anche creato un blog che gestiscono ormai da un anno (www.ripplemarks.wordpress.com).
Per esempio, sotto la campagna elettorale hanno intervistato i loro coetanei per scoprire cosa pensavano della politica, i candidati degli schieramenti e successivamente anche il sindaco di Firenze Matteo Renzi.
Hanno raccolto testimonianze su come si vive a Firenze, su quali problemi vi siano in città e quali siano le scommesse per un futuro migliore, anche da voci di artisti, sportivi oltre che dall'amministrazione.
Non hanno fatto solo politica, ma informazione in generale, e l'uso dei media si è rivelato uno strumento importantissimo e molto stimolante.
E' nata una vera e propria redazione con un particolare gusto nel lavorare assieme.

Quale conclusione migliore?

"L'informazioni non la si puà solo studiare, bisogna farla."

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