Domenica, Maggio 20, 2012
   
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La violenza domestica

 

violenza_donne_1La violenza contro la donna, oltre a quella sessuale, si concretizza in tutte quelle azioni che comportano o potrebbero comportare danni fisici e psicologici, quindi anche le minacce, come ogni forma di coercizione e la privazione arbitraria della libertà possono essere intese come vere e proprie forme di violenza.

È sconvolgente constatare quanto oggi sia diffusa la violenza domestica, che è quella maggiormente perpetuata nei confronti delle donne, benché resti un fenomeno ancora poco conosciuto e poco discusso. Questo accade perché il clima di violenza che si instaura all’interno di una coppia genera un circolo vizioso, che si autoalimenta di continuo, intervallato talvolta da periodi di relativa tranquillità, ma il cosiddetto “ciclo della violenza”, una volta innescato, ricomincia sempre e porta la donna maltrattata ad isolarsi. Spesso la vittima arriva addirittura a sentirsi responsabile della situazione di disagio che si trova a vivere e non chiede aiuto a nessuno per paura di alimentare pregiudizi.

Il tema della violenza sulle donne è spesso al centro del dibattito mediatico, più per creare un clima di ostilità nei confronti degli immigrati - individuati come pericolo sociale su questo terreno - che per intervenire concretamente sulle cause di questo fenomeno.

Dopo la serie di stupri che ha scosso la cronaca delle ultime settimane, il tema della violenza sulla donna è ritornato al centro del dibattito pubblico, come dimostra il convegno nazionale che si è tenuto a Roma lo scorso 24 febbraio. In esso, oltre ad essere state presentate le iniziative governative finalizzate all’elaborazione di un piano nazionale anti-stupri, il Ministero dell’Interno ha evidenziato il fatto che nel 60,9% dei casi gli autori di stupro sono di nazionalità italiana e che solo il 7,8% dei violentatori, invece, è romeno, mentre il 6,3% è marocchino. Questi dati ci mostrano la necessità di affrontare il problema della violenza sessuale, e di quella domestica, con un approccio più realistico e con meno pregiudizi anche per non strumentalizzare questi crimini per fini politici.
Riguardo appunto agli ultimi fatti di cronaca si è potuto constatare come la violenza su una minore sia stata pretesto per scatenare la caccia allo straniero e non per favorire un momento di riflessione generale sulle violenze fisiche e non, sulle umiliazioni e sulle sottomissioni a cui le donne quotidianamente sono sottoposto nell'ambiente domestico e sul luogo del lavoro. Parliamo di misure di sicurezza anti-stupro, si discute di come prevenire questi abominevoli atti con misure restrittive che aumentano diffidenza e paura nei confronti del prossimo quando invece bisognerebbe basare il dialogo su presupposti diversi favorendo l'integrazione e sopratutto il rispetto per qualsiasi essere umano di qualunque razza e sesso.

Al di là delle ondate emozionali create spesso ad arte dai media è quindi necessario interrogarsi seriamente su come contrastare un fenomeno che in una società si vorrebbe presentare come egualitaria nelle relazioni fra generi continua ad essere largamente diffuso.

È necessario quindi pensare a delle strategie finalizzate alla prevenzione della violenza sulle donne, a rafforzare la tutela delle vittime e l'azione penale nei confronti degli autori di reato, che troppo spesso non scontano la pena dovuta. questo porta le vittime ancora di più a chiudersi epchè non si sentono tutelate neanche dalla giustizia, e alimenta la volontà nelle persone di accedere ad una giustizia sommaria e privata, inoltre c'è ancora ma anche da lavorare sullo sviluppo di forme concrete di aiuto materiale e psicologico per le donne maltrattate.

Per chi volesse documentari sul sito del Ministero delle Pari opportunità.

Ricordiamo inoltre che il Numero verde nazionale "antiviolenza donne" è 1522

Ascolta la trasmissione "Giovani al centro" sulla violenza delle donne

 

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