Domenica, Maggio 20, 2012
   
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Introduzione ai disagi giovanili

Dalle ultime indagini su tendenze e stili di vita degli adolescenti, emerge che nelle nuove generazioni si possono riscontrare: una progressiva tendenza all’isolamento rispetto al mondo esterno, un’ aumento di casi di tossicodipendenze e disturbi comportamentali, l’accrescimento di situazioni lesive per se e per gli altri.

Quello che ne consegue è un forte senso di spaesamento, di chiusura all’interno di dinamiche autoreferenziali, difficoltà nell’interazione col mondo degli adulti. Questa incomprensione di fondo va ovviamente al di la dello scontro generazionale, che è invece un passaggio significativo per l’affermazione individuale; ma quali esempi e quali prospettive offre il mondo dei grandi?

La classica sfera familiare è stata nei decenni progressivamente disgregata dal crescente inasprirsi delle condizioni socio economiche, dall’aumento della precarizzazione lavorativa: oggi, nella maggior parte delle famiglie, entrambi i genitori passano gran parte della giornata fuori casa per lavoro, e nei momenti in cui possono trascorrere un po’ di tempo coi figli, si interpone lo spettro della televisione ad ostacolare il dialogo. Il rapporto che si instaura rimane superficiale, i genitori non conoscono realmente i bisogni e le aspirazioni dei propri figli, e cercano di ovviare alle carenze affettive con atteggiamenti di iper-tolleranza, o all’opposto di indifferenza.

Inoltre il bisogno consumistico di “avere” genera una continua ricerca di affermazione sociale tramite risorse materiali e beni di consumo, e causa soprattutto nelle classi medio basse, una progressiva frustrazione alimentata da un sentimento di insuccesso.

All’interno delle scuole,inoltre, i professori si ritrovano con classi sempre più numerose, con programmi da rispettare in poco tempo, criticati e a volte addirittura minacciati dai genitori degli alunni; tutto questo ovviamente a discapito del loro ruolo educativo,

La televisione, infine, pubblicizza modelli di affermazione sociale ottenuta senza sforzo, e soprattutto senza merito, nonché modi di comportamento equivoci, violenti e volgari.

Con questi presupposti, a chi possono riferirsi le giovani generazioni come esempio di integrità?

Un’indagine più approfondita porta a constatare come il tipo di società in cui viviamo ha creato dei meccanismi in cui i classici modelli di riferimento hanno perso la propria autorevolezza, e non sono più percepiti come guide. Quindi fenomeni, come anoressia e bullismo, possono essere letti come estreme richieste di aiuto, modalità per i giovani di richiamare l’attenzione su di se.

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