Anoressia
Ultimo aggiornamento Giovedì 14 Luglio 2011 17:06 Scritto da valentina Mercoledì 22 Aprile 2009 16:49
Nell’epoca dell’opulenza, del consumismo, della quantità, ci sono persone che rinunciano volontariamente alla cosa più fondamentale e indispensabile per la propria sopravvivenza: il cibo. Purtroppo a ricadere in questo tunnel sono ragazze e ragazzi giovanissimi, che trovano nella privazione del cibo un modo per scappare da una società in cui non vogliono entrare o che brutalmente li rifiuta.
Durante il convegno sui disturbi alimentari che si è tenuto il 14 marzo scorso presso il Policlinico Umberto Primo di Roma, la Sisdca - la Società italiana per lo studio dei disturbi del comportamento alimentare - ha diffuso le ultime allarmanti statistiche che indicano anoressia nervosa e bulimia come una delle prime cause di morte per malattia tra le giovani tra i 12 e i 25 anni in Italia, anche se si riscontra un aumento della malattia anche fra i ragazzi.
È infatti nell’adolescenza, nella fascia in cui si inizia a scoprire il proprio corpo, e il proprio ruolo all’interno del mondo che ci circonda, che gli individui più deboli sono maggiormente sedotti dalle tendenze della moda e dalla persuasione della pubblicità verso modelli di bellezza fisica molto più magri rispetto a quelli del passato. In Inghilterra, sfruttando la potenza persuasiva delle immagini, attraverso cartelloni pubblicitari enormi, sono stati esposti nelle strade gli sconvolgenti esiti sul fisico di una giovane ragazza anoressica: il suo corpo che prima aspirava all’esilità, alle forme longilinee delle modelle, ora deturpato dai segni della malattia, è testimonial di una campagna di prevenzione
Fattori socio-culturali, quindi, oltre a quelli famigliari e comportamentali, hanno indotto molti giovani ad avere una percezione distorta del proprio corpo, che li porta addirittura a confondere un semplice sovrappeso con una condizione di obesità. Da qui il bisogno di intraprendere diete dimagranti molto rigide al fine di raggiungere il proprio ideale di magrezza, anche se ciò può provocare un evidente decadimento fisico. In aggiunta spesso vengono messi in atto altri comportamenti allo scopo di perdere peso, quali l’uso spropositato di lassativi, l’eccessiva attività fisica o il vomito autoindotto.
Se l’anoressia può essere riconosciuta dalla conseguente e spropositata perdita di peso, ancora più subdola e meno visibile, è la bulimia; disturbo che porta chi ne soffre a colmare il vuoto interiore ingurgitando dosi spropositate di cibo, che poi vengono rigurgitati.
I disturbi alimentari nascondono un profondo disagio esistenziale che viene vissuto perennemente col terrore di acquistare peso e porta a considerare il dimagrimento come una straordinaria conquista e un segno di autodisciplina ferrea, mentre l’aumento diviene una perdita inaccettabile delle capacità di autocontrollo
Fra le terapie usate per curare l'anoressia, oltre a quelle di tipo farmacologico, molto importanti sono quelle di tipo psicoterapeutico, finalizzate innanzitutto a liberare il paziente dal rapporto ossessivo col suo corpo e col cibo, fargli ritrovare l’autostima e la fiducia nella vita.
E', inoltre, necessario aprire una nuova forma di dialogo su questi problemi, visto che sul web sono nati siti e blog,pro-anoressia, in cui giovanissime si scambiano consigli su come dimagrire più rapidamente. Per ovviare a questa mancanza di una corretta informazione è strettamente necessario far capire ai giovani che l'anoressia e la bulimia sono malattie vere e proprie, dalle quali non è semplice uscire, e che causano gravissimi e irrimediabili danni al fisico. Probabilmente è da pensare anche a una preparazione adeguata anche per i genitori degli adolescenti, perché imparino a non sottovalutare i sintomi, e a riconoscere il disagio dei propri figli in tempo.
In questo mondo dove il problema della fame affligge ancora una considerevole parte della popolazione mondiale, i figli della società del benessere rinunciano volontariamente al cibo e alla vita.
Ascolta la trasmissione "Giovani al centro" sull'anoressia.


