Domenica, Maggio 20, 2012
   
TEXT_SIZE

Fortezza di Castruccio Castracani ad Avenza

Poco resta della fortezza di Castruccio Castracani ad Avenza, se non la potente torre, di una delle più grandi e potenti fortificazioni che caretterizzarono ben oltre il medioevo la Lunigiana tutta: la fortezza, costruita dal Castracani dopo il 1322, data della conquista dei territori apuani assomigliava per struttura costruttiva e tipologica ai forti sarzanesi coevi e con questi, era parte di una cerniera difensiva che serrava non solo la piana di Luni, ma anche gli accessi nord-sud del settore occidentale della penisola.
All’interno delle mura, assai possenti, cui aderivano tre torrioni circolari, per un tiro completo a 360 gradi, vi era la casa castellana e il borgo vero e proprio con l’antichissima chiesa di San Pietro, una delle prime della regione lunense, la piazza del rivellino, tuttora esistente, e un palazzotto marmoreo residenza dello stesso Castracani. Dopo le varie vicissitudine che videro il territorio conteso tra i milanesi, i fiorentini e i Campofregoso, i Malaspina e i Cybo-Malaspina loro eredi misero mano a ristrutturazioni del forte, facendone il perno della difesa dei territori settentrionali come la rocca di Massa lo fu per quelli meridionali. E tale ruolo spiccatamente militare non fu perduto nel corso dei secoli, permanendo con adeguata guarnigione fino agli anni sessanta dell’ottocento, quando fatta l’Italia si disfece la fortezza, ritenuta simbolo dell’oppressione austriacante, fu messa all’asta (1867) per ricavarne sassi. Oltre la torre sopravvissuta, la fortezza è tuttora godibile immaginandola dove realmente è finita e rimasta, sasso per sasso, nelle solide case della vecchia Avenza.

Cerca voli

Patrocinato da

ministero giovent regione_toscana prov filigrane_marchio

arci

arci